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| Storia di Buonalbergo |
Pagina 1 di 6 PROFILO STORICO La storia di Buonalbergo, piccolo centro sorto in età normanna intorno al Castello Longobardo di Alipergus, s’intreccia strettamente con le vicende del territorio circostante, percorso fin dai tempi più antichi da genti portatrici di culture e di civiltà differenti. Le vallate del Tammaro, del Miscano e del Calore costituivano infatti le naturali vie di comunicazione tra i due versanti dell’appennino ed erano solcate dai tratturi lungo i quali si spostavano periodicamente le popolazioni dell’alto Sannio. Si attribuisce ai Sanniti la creazione nella regione dei primitivi insediamenti di Maleventum, Abellinum e Cluvia; quest’ultima era disposta sul pendio del Monte Chiuvi ( Monte Chiodi ), lungo il tratturo che collegava la piana di Boiano al tavoliere, poco a nord dell’attuale Buonalbergo, all’incrocio con la via proveniente dalla costa tirrenica. La sua posizione, quasi baricentrica tra Molise, Puglia e Campania, la rese teatro di ripetuti scontri durante la seconda e terza guerra sannitica. Come osserva lo storico Tito Livio, due vie portavano a Lucera (alleata dei Romani ), “ una quanto più sicura, tanto più lunga ” che passava attraverso l’Abruzzo, l’altra più “breve” che da Capua “ per foculas caudinas” toccava Beneventum, Cluvia, Equum Tuticum, Aecae. Appare evidente, nell’ottica espansionistica dei Romani, la necessità di impadronirsi di questi luoghi: Cluvia fu contesa con alterno successo dagli eserciti in campo e il racconto liviano sottolinea la violenza dei Sanniti e le sanguinose ritorsioni dei Romani. (“In Sannio Cluvarium presidium romanum, quia nequiverat vi capi, obsessum fame, in deditionem acceperant Samnites: verberibusque foedum in modum laceratos occiderant deditos. Huic infensus crudelitai Iunius, nihil antiquius oppugnatione Cluviae ratus, quo die adgressus est moenia,vi cepit atque omnes puberes interfecit”) Dal testo latino si deduce che il centro era cinto da mura e probabilmente dai valli con cui venivano fortificati gli accampamenti, valli il cui ricordo permane nella toponomastica locale. Non si sa con certezza in quale anno Cluvia sia entrata definitivamente nell’orbita romana; con ogni probabilità dopo che la sconfitta di Pirro e dei suoi alleati tarantini, lucani e sanniti a Maleventum (275 a.c.) ebbe come conseguenza la conquista dell’Italia meridionale e la deduzione, in località strategiche, di numerose colonie. Si può supporre che Cluvia sia stata inserita , data la vicinanza, nel territorio beneventano, mentre G. Gnolfo ritiene che essa sia diventata colonia autonoma, e basa tale ipotesi sull’esistenza di tegoloni(rinvenuti presso monte Chiuvi) con l’iscrizione: “ Maxim (us) Fig(ulus) Col(oniae) cluv(iae) e sulla notizia riportata da Frontino nel “Liber Colaniarum”: “ Clibes,eius ager lege Iulia est adsignatus”, dando per accertata l’identificazione di Clibes con Cluvia. |